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Nel seminterrato del palazzo comunale

Il museo «Romeo Becuti»

Un centinaio di pezzi di civiltà contadina e artigianale, raccolti da Meo Becuti nel corso di una vita, oggi in un percorso di catalogazione e riallestimento tematico.

Consulta le schede dei materiali

Il museo è stato costituito negli anni '90 in un suggestivo locale seminterrato del palazzo comunale di Cortiglione, ambiente caratterizzato da un bell'esempio di volta con mattoni a vista. Il centinaio di pezzi che esso ospita dà spunto ad approfondimenti su molti aspetti della civiltà contadina e artigianale locale nel periodo immediatamente precedente la massiccia meccanizzazione intervenuta a partire dagli anni Cinquanta/Sessanta.

In particolare, gli oggetti rimandano alle sezioni: Preparazione del terreno: dissodamento ecc.; Manutenzione e lavorazione del bosco e del legno; Viticoltura ed enologia; Zootecnia; Casearia; Artigianato; Pesi e misure; Cucina; Trasporto a trazione animale.

Il nucleo principale comprende i materiali che Meo Becuti, nativo del luogo ma migrato a Genova nel 1956 in seguito a una disastrosa grandinata, ha raccolto nel corso di una vita, soprattutto animato da motivazioni affettive per il mondo che aveva lasciato e che vedeva trasformarsi rapidamente. Una raccolta casuale, quindi, che tuttavia ha dato luogo a una realtà interessante ed in evoluzione grazie a continui lasciti dei Cortiglionesi.

Interno del museo delle contadinerie, attrezzi esposti sotto la volta a mattoni
Ingresso del locale seminterrato che ospita il museo.
Interno del museo delle contadinerie
La volta a mattoni a vista, interno del museo.

La catalogazione in corso

Si sta procedendo, a cura del prof. Francesco De Caria, alla catalogazione sistematica, secondo principi ispirati al Museo dell'Agricoltura del Piemonte, collegato alla Facoltà di Agraria di Torino e all'Istituto Centrale della Catalogazione, con particolare attenzione al versante assai significativo, ma ancora poco scandagliato, della parlata locale.

Una recente iniziativa, a livello provinciale, si propone di inquadrare le attività del museo tra le altre numerose che fanno capo all'Ente parchi astigiano, individuate sotto il titolo generale di «Le colline del mare»: un progetto che tende a incentivare, sotto gli aspetti culturali e turistici, la fascia di territorio del Basso Monferrato compresa tra il fiume Tanaro e il torrente Belbo, caratterizzata da numerosi, e in parte inesplorati, giacimenti fossili risalenti a quando il territorio era coperto dal mare.

Esporre per sezioni tematiche

La Festa d'estate 2012 è stata l'occasione per presentare il nuovo aspetto del Museo Romeo Becuti. All'inaugurazione, grissie appena sfornate diffondevano il profumo del pane, mentre su uno schermo si susseguivano fotografie, dipinti e filmati che fissavano momenti e personaggi della mietitura, della trebbiatura e del trasporto del frumento.

In omaggio ai lavori che dall'aratura portano alla panificazione, erano esposti attrezzi e oggetti della realtà contadina, fotografati, catalogati e presentati in schede di grande formato. È una moderna concezione delle esposizioni del genere: il visitatore poteva vedere gli oggetti, consultarne le schede, toccarli, ascoltare i rumori e i canti popolari che accompagnavano il lavoro della mietitura, sentire il profumo del grano, della paglia, la fragranza del pane, e gustare «con tutti i sensi» il prodotto finale di tanta fatica.

Allestimento tematico del museo con attrezzi e schede esplicative
L'allestimento per sezioni tematiche presentato alla Festa d'estate 2012.

Si è così avviato il programma di rinnovamento del Museo, che prevede: l'inventario di tutti gli oggetti (completato); il trasferimento in magazzino degli oggetti non esposti (completato); la schedatura e la compilazione di cataloghi tematici, che verranno poi raccolti in un unico catalogo generale e pubblicati sul sito de La bricula.

Il primo catalogo è già pronto e raccoglie le schede dei primi quattro ambiti (dei quattordici previsti per il Museo): dissodamento e preparazione del terreno (DIS); fienagione (FIE); cerealicoltura — grano e granoturco (GRA); zootecnia e trasporto animale (ZOO). Le esposizioni tematiche si alterneranno man mano con il procedere del lavoro di restauro e manutenzione degli oggetti.

Il risultato da ottenere è: ridurre il numero degli oggetti esposti in rapporto al locale del museo, evitando l'affastellamento delle precedenti edizioni della mostra; esporre per sezioni tematiche; utilizzare il poco spazio espositivo per fare ruotare, insieme agli oggetti, le idee.

La spinta finale in questa direzione è dovuta alla collaborazione di tutti e, in particolare, di un gruppo operativo composto da: Pierfisio Bozzola, Franca Reggio, Francesco De Caria e Siro Filippone.

Mostre tematiche

2014, la filiera del grano

La mostra sulla filiera del grano: sotto la volta in mattoni, un tavolo con le falci messorie appese, attrezzi, bilance e foto d'epoca alle pareti

Lo sforzo di allestire mostre tematiche è molto grande e l'impegno assunto si è concretizzato per la prima volta nel 2014 con l'illustrazione della filiera del grano: la semina, la mietitura, la trebbiatura e l'utilizzo della paglia, tutte le fasi fino alla produzione della farina hanno trovato nel museo la loro presentazione, corredata da schede tematiche e foto d'epoca.

2015, la filiera del vino

Mostra tematica sulla filiera del vino, ingresso a forma di botte Allestimento della mostra tematica sulla filiera del vino

Nel 2015 il Museo Becuti ha presentato la filiera del vino. Pierfisio Bozzola ha ideato l'esposizione e ne ha curato la realizzazione con il valido aiuto di Siro Filippone. L'ingresso era mascherato dalla sezione di una grossa botte: originale introduzione al tema, che si sviluppava all'interno con la presentazione delle varie fasi della lavorazione, dalla vendemmia all'imbottigliamento.

2016, la filiera della legna

Nel 2016 il ciclo illustrato è stato quello della filiera della legna: dalla coltivazione del bosco, al taglio, agli utilizzi più diversi. Anche questa volta un'idea originale attirava i visitatori: l'ingresso alla mostra era costituito da una catasta di legna da ardere, tutta tagliata e pronta all'utilizzo in stufa o caldaia.

Il video

Le cascine contadine del territorio UNESCO

Pierfisio Bozzola illustra le cascine contadine del territorio UNESCO, l'architettura rurale e il paesaggio storico della zona.

I capitoli: clicca per far partire il video da quel punto.

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